Iva nell’edilizia

Agevolazioni IVA al 4%

I lavori di miglioramento realizzati al di fuori del capitolato su una nuova costruzione da adibire a «prima casa» possono usufruire del regime agevolato previsto dal numero 39) della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. 633/1972, consistente nell’aliquota Iva agevolata del 4%. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 22/02/2011, n. 22/E.

Il suddetto regime spetta infatti nelle sole ipotesi di contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione «ex novo» di fabbricati a destinazione abitativa non di lusso, i cui committenti possono essere rispettivamente imprese costruttrici per la rivendita, cooperative edilizie e loro consorzi nonché persone fisiche in possesso dei requisiti «prima casa».
Dunque nel concreto caso preso in esame, relativo a lavori di costruzione commissionati a terzi da una cooperativa edilizia a proprietà divisa, e di ulteriori lavori di miglioramento commissionati invece da un socio della cooperativa medesima, in possesso dei requisiti prima casa, anche questi ultimi possono usufruire delle agevolazioni.
L’estensione dell’aliquota Iva agevolata anche alle suddette prestazioni poggia sul presupposto che le diverse prestazioni rese nei confronti del singolo socio, relative agli interventi di miglioria non hanno ad oggetto un intervento di ristrutturazione edilizia, atteso che l’alloggio su cui intervengono i lavori non è ancora completamente realizzato, ma si inseriscono piuttosto nel processo di costruzione dell’immobile, seppure rese nei confronti di un soggetto diverso dal committente principale.
Naturalmente occorre che l’abitazione conservi, anche dopo l’esecuzione dei lavori in questione, le caratteristiche non di lusso, determinate sulla base dei parametri dettati dal D.M. 02/08/1969.

Agevolazioni IVA al 10% sulle ristrutturazioni edilizie

Il regime agevolato dell’Iva al 10% per i lavori dimanutenzione straordinaria ed ordinaria. La Finanziaria 2010 ha reso permanente (la scadenza fissata in precedenza era il 31 dicembre 2011) regime agevolato dell’Iva.

Tale regime agevolato prevede che in caso di prestazioni di servizi riguardanti lavori di manutenzione straordinaria ed ordinaria su immobili residenziali si applica l’Iva ridotta al 10%.
Per poter beneficiare dell’Iva al 10% non occorre indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata, indicazione che però è obbligatoria per fruire del bonus 55% sul risparmio energetico e di quello del 36% per il recupero del patrimonio edilizio.
In caso di cessione di beni si applica comunque l’Iva ridotta, a patto che la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Però, se l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, L’Iva al 10% si applica a tali beni solo fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Questo limite di valore si ottiene togliendo dall’importo complessivo della prestazione (rappresentato dall’intero compenso dovuto dal committente), solo il valore dei beni significativi.
Ai sensi del decreto del 29 dicembre 1999 sono considerati beni significativi:

  • le caldaie;
  • gli ascensori e i montacarichi;
  • gli impianti di sicurezza;
  • i video citofono;
  • le apparecchiature per il condizionamento ed il riciclo dell’aria;
  • gli infissi interni ed esterni;
  • i sanitari e la rubinetteria da bagno.

L’Iva al 10% sui predetti beni si applica solamente fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi. Per cui se ad esempio il costo dell’intervento da effettuare è di euro 10.000 (euro 4.000 per la prestazione lavorativa ed euro 6.000 per l’acquisto dei beni significativi come la caldaia e gli apparecchi per il condizionamento), l’Iva ridotta si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000 – 6.000 = 4.000). Quindi l’Iva al 10% si applica solo su euro 4.000. Sui restanti euro 2.000 si applica l’Iva al 20%.

L’Iva ridotta non può applicarsi ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori, né ai beni acquistati direttamente dal committente, alle prestazioni professionali effettuate nell’ambito di interventi volti al recupero edilizio, alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. In quest’ultima ipotesi la ditta subappaltatrice deve fatturare con Iva al 20% alla ditta principale che successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, sempre che vi siano tutti i presupposti.
Per fruire dell’Iva al 10% non occorrono adempimenti particolari né alcuna comunicazione ad Enti istituzionali, né il pagamento tramite bonifico. E’ però necessario che i lavori di ristrutturazione siano fatti su abitazioni adibite a dimora di privati.

L’Iva al 10% è prevista anche per gli interventi di restauro edilizio, risanamento conservativo e ristrutturazione. In particolare l’aliquota agevolata si applica:

  • per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione;
  • per l’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico per l’Edilizia (DPR n. 380/2001).

Inoltre, L’Iva agevolata al 10% si applica anche alle forniture dei “beni finiti”, ossia a quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità.
Si pensi ad esempio alle caldaie, alle porte, ai sanitari e via dicendo. In tal caso l’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori, sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li compie.


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